Esperienza all’estero per i giovani: perché?

Esperienza all'estero

L’idea che i ragazzi delle scuole superiori e delle università italiane possano fare un’esperienza all’estero di lavoro o di studio, non è più un’idea, bensì un fatto. Oggi, infatti, sono tantissimi gli studenti che partono per le destinazioni europee più popolari del momento e altrettanti sono quelli che arrivano in Italia ogni anno. Ciò accade perché nel mercato del lavoro della nostra epoca, a differenza del passato, le qualifiche e le competenze sono più importanti della provenienza, e di fronte alla possibilità di avere personale qualificato nel proprio organico, le aziende sono pronte a superare qualsiasi difficoltà burocratica possa insorgere.

In tal senso, grazie alle leggi comunitarie, l’Unione Europea ha acquisito un grosso vantaggio su altri Paesi, grazie alla libertà di movimento garantita a ogni cittadino degli Stati membri. Aziende come Sagitter Training si occupano dell’organizzazione di tali spostamenti e facilitano ulteriormente questo progresso.

La verità è che i giovani italiani sanno che hanno tutta la vita per decidere di restare in Italia, ma hanno pochissime possibilità per decidere in quale Paese proseguire il proprio futuro professionale. Grazie ai programmi di alternanza scuola-lavoro e ovviamente agli Erasmus universitari, decidere una meta è più semplice. Ma non è tutto: ci sono altri motivi per i quali un’esperienza all’estero per i giovani è importantissima. Vediamo i più importanti.

Conoscenza delle lingue

Non è una cosa nuova: fin dall’epoca in cui i genitori dei ragazzi di oggi andavano a scuola, veniva sottolineata l’importanza della conoscenza della lingua inglese e di altre lingue straniere. Nel corso degli anni i programmi ministeriali sono cambiati e ora viene insegnata più di una lingua straniera. Dati del 2014 alla mano, l’Italia è al 27esimo posto per conoscenza della lingua inglese, dietro molti Paesi dell’Europa orientale, ma c’è da sottolineare che negli ultimi anni è uno dei Paesi in cui questo indice è migliorato di più.

Tuttavia, la posizione scoraggiante del nostro Paese in questa graduatoria, fa sì che la conoscenza dell’inglese sia giudicata come un importante fattore dalle aziende che interagiscono con altre realtà europee.

In questo panorama, l’esperienza all’estero, l’immersione in una realtà che vive e parla un’altra lingua, acquisisce un’importanza maggiore di quella che ci si sarebbe aspettati fino a qualche anno fa. E non si tratta soltanto dell’inglese.

Maggiore indipendenza

Andare in vacanza in qualche meta europea gettonata possono farlo tutti, ma lavorare e studiare in questi posti è diverso. Significa che per un certo periodo di tempo lo studente dovrà vivere quel luogo, capire lo spirito dei locali e gestirsi da solo, magari per la prima volta lontano da casa. Prove generali di indipendenza, insomma.

Affrontare la quotidianità quando non si parla bene la lingua del luogo, non si conosce profondamente la città e bisogna anche cavarsela da soli, seppur con un piccolo aiuto esterno come punto di riferimento quale potrebbe essere una realtà come Sagitter Training, rafforzerà il carattere e arricchirà il bagaglio culturale. Per alcuni studenti delle scuole superiori, questa è forse la prima vera prova di maturità. Chi vorrebbe rischiare di farsi trovare impreparato?

Mentalità nuova

Relazionarsi con un sistema di studio o di lavoro diverso, con persone che parlano un’altra lingua e hanno un’altra cultura, cambia profondamente qualsiasi studente. Questo tipo di esperienza darà allo studente una nuova concezione della realtà, con orizzonti più ampi e una maggiore apertura mentale. Lo studente che fa un’esperienza all’estero è un giovane che sa che le cose possono essere giudicate da più punti di vista e che esiste più di un approccio, e chissà che quanto appreso all’estero non lo aiuti anche nella vita scolastica e in futuro in quella professionale, usando proprio quei metodi appresi in un Paese lontano da casa e dagli affetti.

L’esperienza all’estero come incentivo per i recruiter

Naturalmente, non possiamo non citare i benefici che un’esperienza all’estero ha sul curriculum e su chi quel curriculum lo legge e lo valuta. Un’esperienza all’estero si traduce in maggiori possibilità di assunzione per i recruiter che nei ragazzi valutano soprattutto la flessibilità, la capacità di interagire con il nuovo e di apprenderne in fretta tutti gli standard e la conoscenza delle lingue.

Vuoi saperne di più? Scopri i nostri servizi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.