Erasmus: le novità del prossimo anno

Erasmus borse di studio

Da quando è iniziato il programma Erasmus, nel 1987, gli studenti che hanno vissuto un’esperienza all’estero per tirocinio o per studio sono nove milioni, di cui circa 500mila italiani. Il numero di studenti che arrivano in Italia, tra l’altro, è in crescita. Gli studenti italiani, per fortuna, non sembrano essere da meno, il che giova all’occupazione, almeno secondo un’indagine di Erasmus Indire, i cui risultati ci dicono che la disoccupazione giovanile si riduce del 6% grazie alle esperienze di studio all’estero. Ma il dato più interessante è un altro: il 51% degli studenti italiani che hanno svolto un tirocinio all’estero, ricevono un’offerta di lavoro da quella stessa realtà, ed è la percentuale più alta in Europa.

Aumentano le borse di studio

Il trend positivo non è sfuggito all’Unione Europea, che qualche giorno fa ha confermato all’evento degli Stati Generali Erasmus tramite i suoi portavoce che dal prossimo anno, grazie ai fondi stanziati dalla Commissione Europea, pari a circa 76 milioni di euro, i contributi versati tramite borsa di studio saranno maggiori rispetto al passato, arrivando a erogare 850 euro mensili agli stranieri in entrata e 700 euro agli studenti che decidono di partire per mete extracomunitarie.

Non solo studenti

Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, Di questi 76 milioni di euro, 15,8 milioni saranno destinati a finanziare scambi anche per docenti e personale amministrativo.

Gli studenti, invece, continueranno a poter andare all’estero sia per motivi di studio che per tirocinio.

Previsioni per il 2020

Come gli addetti ai lavori sanno, l’attuale programma Erasmus terminerà nel 2020, ma le proposte per il nuovo programma sono già state presentate e votate dai duecento studenti universitari che il mese scorso hanno preso parte all’evento degli Stati Generali a Roma. Proposte per le quali l’Unione Europea stima un budget da trenta miliardi di euro.

È chiaro, tuttavia, che tale budget è destinato non solo alle borse di studio, ma anche a migliorare il programma Erasmus+ sotto più aspetti, come per esempio le modalità di partecipazione ai bandi, le cui pratiche burocratiche si sono rivelate essere un collo di bottiglia nella procedura.

Verrà inoltre favorito il coinvolgimento degli studenti, con nuove iniziative di orientamento e awareness intorno al programma. Altra criticità su cui verteranno gli sforzi, sarà quella del riconoscimento dei percorsi di studi tra i diversi Paesi europei: a oggi, infatti, non sempre un percorso di studi svolto in un Paese viene riconosciuto come equivalente in altri. Tuttavia, la direzione è quella di un’integrazione crescente, e si respira tanta fiducia nell’aria, in merito alla risoluzione di queste problematiche.

I numeri dell’Erasmus

Secondo Erasmus Indire, nell’anno accademico 2016/2017 gli scambi sono stati circa 60mila, con 36mila giovani in partenza dall’Italia e 25mila in arrivo dai Paesi UE, cifra che è cresciuta del 10% rispetto al periodo precedente.

Il profilo dello studente tipo ha mediamente 24 anni e resta all’estero per un periodo medio di cinque mesi e mezzo. Per la maggior parte si tratta di studentesse, ma il numero degli studenti di sesso maschile che aderiscono al programma è in crescita.

Cosa ne pensano i giovani?

In Sagitter Training lavoriamo tantissimo con gli studenti che partono e arrivano in Italia grazie al programma Erasmus, e tutti affermano che il percorso di studi all’estero apre loro nuove prospettive grazie a quanto appreso durante il periodo. In particolare, molti dicono che l’Erasmus sia un importante percorso di orientamento professionale, che consente di capire le proprie attitudini e le proprie aspirazioni in quanto a futuro professionale.

L’Erasmus si conferma un’importante occasione che va ben al di là dello studio.

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