Erasmus e Brexit, ecco le novità

Erasmus e Brexit

Qualche mese fa scrivemmo un articolo sull’argomento Erasmus nel Regno Unito dopo la Brexit. Alla luce di quanto accaduto nei tempi recenti, riteniamo doveroso pubblicare un aggiornamento sulla situazione per rassicurare quanti hanno intenzione di partire per un qualsiasi programma di turismo formativo o tirocinio all’estero.

Molte cose, infatti, sono cambiate rispetto a poco tempo fa, quando l’uscita sembrava certa e con una data stabilita per il 29 marzo 2019. Non è stato così, vediamo perché e soprattutto cosa ci riserva il futuro.

L’accordo cancellato

La bozza di accordo depositata dalla prima ministra britannica Theresa May al Parlamento europeo includeva una clausola per la quale il Regno Unito avrebbe continuato a versare la sua quota di contributi all’UE fino al 2020, anno in cui termina il piano economico e bisogna redigerne un altro per i cinque anni successivi, il che avrebbe assicurato la partecipazione del Regno Unito a tutti i progetti attualmente in corso, incluso il programma Erasmus Plus.

L’accordo, tuttavia, non è stato approvato dal Parlamento britannico, che lo ha giudicato un impegno troppo grande per il Paese, a fronte della riduzione dei benefici che ovviamente l’uscita dall’UE comporta. Dopo diversi tentativi di May di far approvare il suo modello di accordo, tutti falliti, si sono aperti dei negoziati tra i due partiti di maggioranza.

Il rinvio della Brexit

Al momento in cui scriviamo, il governo britannico ha ottenuto un rinvio della Brexit, quindi a oggi il Regno Unito è ancora nell’Unione Europea e ci resterà almeno fino al 31 ottobre 2019, nuova data stabilita per l’uscita.

In ogni caso, più volte Theresa May ha esternato il suo parere positivo nei confronti del programma Erasmus, che dà agli studenti inglesi la possibilità di apprendere discipline e maturare esperienze lavorative altamente formative, assicurando che si impegnerà ad assicurare la partecipazione del Regno Unito al programma Erasmus anche dopo la Brexit.

Qualunque sia il futuro, al momento consigliamo a docenti e studenti di intraprendere esperienze formative nel Regno Unito senza alcun problema, poiché al momento nulla è cambiato e non ci sono elementi per pensare che vi siano stravolgimenti di fronte sostanziali prima della data di cui sopra.

Cosa succederà dopo?

Ancora non è certo, invece, il futuro del Regno Unito dopo l’uscita dall’Unione Europea, ma se le dichiarazioni della premier sono vere, è altamente probabile che si arrivi ad accordi bilaterali con l’UE per la partecipazione del Paese al programma Erasmus e a tutti i programmi di esperienze all’estero.

Il Regno Unito, in pratica, potrebbe entrare in quell’elenco dei Paesi non membri UE che partecipano comunque al programma Erasmus Plus, che al momento include Norvegia, Liechtenstein, Islanda, Macedonia e Turchia.

Qualora tale scenario dovesse concretizzarsi, la mobilità a studenti e insegnanti sarebbe assicurata, ma per questo dovremo attendere ancora un po’.

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