L’alternanza scuola-lavoro diventa PCTO: cosa cambia?

Differenze tra alternanza scuola-lavoro e PCTO

Da poco più di un mese l’alternanza scuola-lavoro ha compiuto tre anni. In questo periodo di tempo abbiamo avuto modo di accogliere tanti gruppi di studenti che grazie a questo programma hanno avuto accesso a esperienze e conoscenze a cui altrimenti avrebbero dovuto rinunciare.

Per fortuna, ogni cosa può cambiare ed essere perfezionata. È questo il caso proprio dell’alternanza scuola-lavoro, che ha subito importanti cambiamenti nel contesto della legge di bilancio varata lo scorso dicembre, le cui disposizioni sono state adottate nel corso di quest’anno. Da quest’anno, infatti, l’alternanza scuola-lavoro si chiama PCTO, ovvero Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento.

All’apparenza, l’unica novità del PCTO sembrerebbe il nome, ma in realtà non è così. Le direttive del Ministero dell’Istruzione sono arrivate diversi mesi fa, ma solo adesso che gli studenti italiani hanno iniziato il programma si notano le differenze di questa versione 2.0 dell’alternanza.

Ecco, a nostro avviso, quali sono quelle più importanti.

Il monte ore

Il numero di ore che gli studenti dovranno svolgere nel corso degli ultimi tre anni del loro corso di studi prima della maturità è stato più che dimezzato ed effettivamente la durata delle esperienze ha subito una contrazione significativa, che ci ha portato a riadattare l’approccio ai progetti e il nostro metodo di lavoro.

Adesso il numero di ore è di:

  • 210 ore per gli Istituti Professionali in luogo delle precedenti 400;
  • 150 ore per gli Istituti Tecnici in luogo delle precedenti 400;
  • 90 ore per i Licei in luogo delle precedenti 200.

Con una precisazione: gli istituti che desiderano fare più ore, ne hanno la piena libertà. Tuttavia, le risorse a disposizione del programma sono state tagliate.

Qual è lo scopo dei PCTO

La riduzione del monte ore e delle risorse a disposizione degli istituti devono essere inquadrati nella volontà del Ministero dell’Istruzione di cambiare la natura dell’alternanza, pur riconoscendone il valore innovativo e disciplinare.

Se prima, infatti, le finalità dell’alternanza scuola-lavoro erano quelle di integrare con esperienze lavorative pratiche le conoscenze acquisite in aula, avvicinare la scuola al mondo del lavoro e responsabilizzare gli studenti sugli obblighi lavorativi, lo scopo del PCTO è quello di dare agli studenti la possibilità di sviluppare competenze interdisciplinari, a prescindere dal tipo di esperienza, affinché essi possano imparare a conoscersi, capire qual è il ramo di lavorativo più adatto alle loro attitudini e fare così una scelta più consapevole quando si tratterà di iniziare una carriera o scegliere l’università in cui continuare il percorso di studi.

Tale cambiamento concettuale è di importanza centrale nel ruolo che questo tipo di esperienza ha nella carriera scolastica dello studente: già da quest’anno, infatti, i maturandi non sono più stati obbligati a includere una relazione sulle loro esperienze durante i PCTO durante il colloquio orale: tale elemento, infatti, non costituisce più un punto fondamentale degli esami di Stato, sebbene molti istituti e abbiano comunque richiesto almeno un breve accenno all’esperienza vissuta.

Differenze organizzative

A differenza dell’alternanza scuola-lavoro, i PCTO privilegiano l’organizzazione delle esperienze per classe intera, con obiettivi prefissati raggiungibili tramite le esperienze di tirocinio lavorativo.

Spetterà ai tutor scolastici occuparsi dell’organizzazione del progetto o dell’individuazione di partner come Sagitter Training che curino tale aspetto.

A proposito, se sei un tutor scolastico e ti interessa organizzare un PCTO all’estero, contattaci per maggiori informazioni.

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