Coronavirus ed Erasmus: indicazioni pratiche per tutti

Coronavirus ed Erasmus

L’emergenza Coronavirus ha sconvolto le carte in tavola e forzato milioni di europei alla quarantena nella propria abitazione. Da qualche giorno, l’Italia è completamente bloccata: le attività commerciali sono quasi tutte chiuse e il governo consiglia a tutti di non lasciare la propria abitazione.

Diverse preoccupazioni, inoltre, sono sorte in merito ai movimenti transnazionali di merci e persone. Anche il programma Erasmus, quindi, è stato toccato dalle normative antiepidemiche contro il coronavirus CoVid-19.

Cosa è cambiato? Cerchiamo di mettere ordine.

La situazione in Italia

L’Italia è il Paese più colpito dall’epidemia, e gli spostamenti dentro e fuori dai confini sono proibiti.

Essendo l’Italia il quarto Paese del programma per mobilità, la situazione Erasmus è molto complicata: sono quasi duecentomila, infatti, gli studenti partiti per mete estere negli ultimi cinque anni. Non solo: l’Italia è anche la quarta meta per quanto concerne la mobilità in entrata.

Diverse compagnie aeree hanno già cancellato tutti i voli in entrata e uscita dal Paese, quindi è praticamente impossibile iniziare o terminare il periodo di mobilità.

Cosa dice la Commissione

La Commissione Europea per Erasmus Plus e il Corpo Europeo di Solidarietà hanno indicato che l’emergenza Coronavirus rientra tra le cause di forza maggiore previste dagli accordi con le agenzie nazionali.

A cosa si riferisce tale clausola? Citiamo testualmente:

Forza maggiore: qualsiasi situazione o evento imprevedibile ed eccezionale, indipendente dalla volontà delle parti, che impedisca di adempiere a uno o più obblighi nell’ambito della Convenzione, non attribuibile a colpa o negligenza di una di esse, di un subappaltatore, di un ente affiliato o di terzi destinatari di un sostegno finanziario e che risulti inevitabile nonostante la diligenza degli interessati. Non si possono far valere come casi di forza maggiore: vertenze di lavoro, scioperi o difficoltà finanziarie, il mancato ricevimento di un servizio, difetti delle attrezzature o dei materiali, ritardi nella loro messa a disposizione, a meno che non siano conseguenza diretta di un pertinente caso di forza maggiore.

Stando così le cose, è alle agenzie nazionali che spetta la valutazione dei singoli casi in cui una delle parti coinvolte sia effettivamente incapace di adempiere ai propri obblighi ai sensi di tale clausola.

Per quanto riguarda i costi, le agenzie hanno la possibilità di accettare costi aggiuntivi, purché giustificati, inclusi, per esempio, un mancato risarcimento assicurativo, l’impossibilità di posticipare un dato evento, ecc.

Tuttavia, bisogna fare attenzione a una sottile differenza: sebbene le agenzie possano accettare costi addizionali dovuti a cause di forza maggiore, non potranno aumentare l’importo del finanziamento.

Estensioni dei progetti

Qualora alcuni eventi fossero posticipati causa Coronavirus, le agenzie possono concedere una proroga ai beneficiari fino a un anno per ciascun progetto. Resta il limite massimo di 36 mesi per tutte le KA.

Consigli

A tutti gli studenti bloccati in quarantena e in procinto di partire consigliamo di chiedere assistenza innanzitutto al proprio ateneo, e di spiegare la propria situazione all’agenzia di riferimento.

Nel frattempo, è importante seguire le regole stabilite dai decreti restando a casa e limitando gli spostamenti, in attesa che questo periodo di emergenza termini al più presto.

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