Didattica a distanza: opportunità e limiti

Didattica a distanza

A causa del COVID l’esigenza di sviluppare una buona didattica a distanza è diventata un’incombenza importantissima.

È vero che grazie alle nuove tecnologie digitali è possibile sviluppare una scuola a distanza, ma è anche vero che resta una sfida da migliorare. Sfida che ritengo la Scuola possa vincere!

Per raggiungere questo ambizioso traguardo il ruolo dei docenti risulta decisivo: essi dovranno fungere da ponte tra gli studenti e il nuovo modo di apprendere, consentendo ai discenti di imparare agevolmente, bypassando le difficoltà della didattica a distanza (DaD).  

Sappiamo che l’obiettivo è quello di superare la classica lezione frontale in webinar, ma ciò si può fare solo lo sviluppo di determinati processi:

  • Migliorando le piattaforme digitali di comunicazione alla base dell’interazione docente-studente;
  • Aumentando la formazione degli studenti con strumenti multimediali;
  • Incrementando le competenze digitali dei docenti stessi.

Un’esperienza già iniziata

L’ultimo punto è il fulcro del nuovo metodo di apprendimento, che si pone alla base della DaD. Il docente risulta essere il perno fondamentale senza il quale questo progetto non avrebbe senso.

Sappiamo che da anni si utilizzano piattaforme di e-learning come Moodle, soprattutto nelle Università, e che tali piattaforme rendono possibile l’insegnamento da lontano facilitando la fruizione delle lezioni, soprattutto per coloro che non possono frequentarle dal vivo. Ma applicare questa metodica a studenti di scuola media e superiore non è così facile come possa apparire.

Da anni, i docenti all’avanguardia utilizzano i podcast per registrare le proprie lezioni e lasciarle in libero accesso a chiunque dei propri alunni voglia risentirli in un secondo momento.

Stesso discorso vale per i blog, che molti docenti aggiornano postando un link delle proprie lezioni in un sito o sul registro elettronico scolastico.

Queste attuazioni, grazie anche allo sviluppo di uno spazio virtuale dove poter conservare e inviare tutti i lavori al docente, come il cloud (ad esempio Dropbox), permettono a gruppi di studenti di lavorare collettivamente allo stesso documento.

A differenza di quanto possiamo immaginare, i vantaggi della didattica a distanza sono molteplici. Difatti, non solo consente di gestire al meglio il proprio tempo, visto che non saranno più necessari gli spostamenti, ma anche di generare una certa flessibilità: infatti  le lezioni possono essere registrate, in modo tale che gli studenti potranno usufruirne anche in un secondo momento, rendendo più facile il chiarimento di dubbi e perplessità (ennesima dimostrazione di come il docente abbia ancora di più un ruolo primario nella formazione).

Nonostante tutti i vantaggi offerti, riconosco che la didattica a distanza presenti ancora alcune criticità che si mostrano come dei limiti all’apprendimento, che dovranno essere appianati dai docenti.

Calo dell’interazione umana

Un problema serio è che “a distanza” vuol dire: “assenza di contatto diretto tra  studente e docente”, ovvero diminuisce l’interazione umana. Questo rischio aumenta quando la formazione si basa esclusivamente sulle registrazioni delle lezioni.

Inoltre anche i legami interpersonali vengono meno, riducendo la possibilità di scambi di idee e collaborazioni, impoverendo il lato umano della lezione. Qui giocherà molto il rapporto che i docenti riusciranno a sviluppare con il gruppo classe. Infatti al docente, non spetterà “solo” insegnare, ma anche coinvolgere e intensificare l’identità del gruppo classe, stabilendo un’interazione forte anche se a distanza.

Inoltre, le lezioni a distanza presentano i limiti legati alla mancanza di gestualità, che rimane, insieme alle parole, uno degli elementi cardine della nostra comunicazione.

E non bisogna sottovalutare i problemi tecnici come:

  • La connessione a internet (che può risultare lenta e poco funzionale);
  • La scarsa dimestichezza con la tecnologia, sia da parte degli studenti, che da parte dei professori.

In poche parole, le difficoltà palesi che si sviluppano con la DaD  sono le seguenti:

  • Scarsa socializzazione e collaborazione tra alunni;
  • La difficoltà del docente a poter gestire i passaggi temporali in una classe virtuale;
  • L’eterogenea competenza multimediale degli alunni e dei docenti;
  • Carenza di interazione alunno/insegnante;
  • Maggiori opportunità di distrazioni.

Pertanto intravedo criticità che devono essere affrontate per poter offrire una buona didattica a distanza.

Come affrontare il cambiamento

Alcuni consigli utili potrebbero essere quelli di fornire una buona formazione alla digitalizzazione dei docenti, che continuano ad essere l’elemento portante di questo “progetto”.

Bisognerà far abituare gli studenti ad assistere agli e-seminar, così che possano prendere dimestichezza con i tempi e le modalità della fruizione di una lezione a distanza.

Ai docenti spetta il gravoso compito di adattarsi ad ogni singola classe, scegliendo la soluzione più valida e  inclusiva per lo specifico gruppo, nello specifico contesto. Ma non ci sono dubbi sul fatto che i docenti, con il supporto della scuola, riusciranno a sviluppare le adeguate competenze digitali, creando gruppi di auto-formazione,  che garantiranno l’implementazione di queste competenze.

In questo modo, tutti riusciranno a sfruttare al massimo le piattaforme e gli strumenti digitali così da continuare ad effettuare egregiamente il loro mestiere, senza far rimpiangere troppo l’insegnamento in presenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.